La bioetica "personalista" si fonda su uno sguardo sapienziale che ritiene di poter cogliere alcuni elementi profondi della realtà umana. La realtà fisica in genere e quella umana in particolare non si presentano come una sorta di coacervo caotico di forze indecifrabili, ma come un cosmo ordinato e armonioso che supera e sfida la nostra intelligenza, ma non si mostra del tutto "impermeabile" ad essa. I dinamismi della realtà hanno un "senso" di cui noi possiamo cogliere qualche frammento. In tale contesto si riesce a capire che l’uomo è un essere vivente che, pur avendo molto in comune con altri viventi (in particolare con gli animali superiori), manifesta una sua superiorità in quanto dotato della capacità di conoscere intellettualmente, di una piena autocoscienza, della capacità di scegliere e amare in modo libero. da "La bioetica si dice in molti sensi" del Prof. Andrea Porcarelli



